I nostri comportamenti, le nostre decisioni, le nostre opinioni, insomma tutto ciò che si riferisce a interagire e a relazionarsi con noi stessi e con il mondo, dipendono dai nostri Valori.
I Valori fanno parte della nostra vita interiore e rappresentano, in modo molto forte e radicato, ciò che per noi è davvero importante, sopra al quale non siamo disposti, se consapevoli, a transigere, in quanto fondanti della nostra identità. Sono i nostri pilastri.
Purtroppo, viviamo un’epoca nella quale, invece, socialmente, concetti di questi tipo passano in secondo piano, poiché la comunicazione massificata spaccia come valore il denaro, la visibilità, il successo-economico…insomma si preferisce stare sulla superficie generata dall’ego senza andare in profondità.
Una caratteristica importante dei Valori è rappresentata dal fatto che sono concetti astratti, non tangibili; ad esempio la casa non è un valore, bensì ne potrebbe rappresentare altri (Sicurezza, Stabilità…) come anche la famiglia (Serenità, Accoglienza, Amore…); definirli e comprendere le relazioni tra essi, valutarne l’intensità e l’importanza che rappresentano per noi ci aiuta a viverli e a capire quanto certi stati d’animo dipendano dal fatto che li viviamo rispettandoli oppure il contrario.
Il Valore è spesso confuso o assimilato al significato di Principio, si utilizzano frequentemente come sinonimi: in cosa differiscono?
Un Principio, come dice la parola, viene prima, sta “prima” è nel nostro profondo, è l’inizio di tutto. I Principi sono sempre Valori, non è invece vero il contrario: i Principi non hanno un significato relativamente a qualcosa come invece richiede il significato di Valore; infatti i Principi valgono sempre, i Valori hanno la necessità di essere riferiti a qualcosa, e questa differenza va compresa per il nostro sviluppo personale, per la chiarezza indispensabile nel nostro linguaggio interiore.
Il Valore ha la necessità di avere un riferimento, un ambito, un confronto, un termine di paragone o misurazione: il medesimo Valore può essere rappresentato in intensità diverse se riferito, ad esempio, ai ruoli, così che l’Amore potrebbe assumere importanza diversa se riferito ad un ambito lavorativo oppure relazionale, così come l’Aiuto o la Competizione.
Per cui, se i Principi non sono negoziabili in quanto agganciati alla parte fondante della nostra identità, i Valori invece possono esserlo, magari con fatica e sofferenza, ma possiamo negoziarli.
Inoltre, i Principi rimaranno saldi nel corso della vita, mentre i Valori possono cambiare in funzione delle esperienze, dell’educazione, dell’esempio che incontriamo nelle relazioni con gli altri: è il complesso delle virtù e delle qualità che vogliamo esprimere, e che ci portano benessere ogniqualvolta li viviamo attraverso i nostri comportamenti.
Per quanto mi riguarda, ad esempio, la Coerenza è il Principio che domina trasversalmente in tutti i ruoli della mia vita e ne governa tutti i Valori relativi.
Nel mondo della comunicazione e della formazione negli ultimi i anni si fa un gran parlare dell’argomento, per ciò considero i Valori “alla moda”: servono per formare le missione e strutturare la comunicazione di connessione con gli ambienti interni ed esterni; è un modo di dire “io” “noi” “la nostra organizzazione” “la nostra azienda”…” crede in questo, e così orientiamo il nostro agire in quella direzione, siamo così e ci comportiamo così. Siamo coerenti, siamo/facciamo/ci comportiamo rispettando quei Valori”.
Così sui siti web o all’ingresso delle aziende si trovano parole importanti e belle che si rifanno alla Lealtà, all’Onestà, all’Amore, al Rispetto, alla Libertà e così via: chi mai potrebbe trovarsi in dissenso? Che sia un cliente, un collaboratore o un fornitore mi sentirei coinvolto ed entusiasta, mi connetterei certamente, mi aprirei all’ascolto.
Richiamando tutto questo a “una moda” non intendo negarne la validità: gli addetti ai lavori, me compreso, quali coach, formatori e comunicatori sviluppano certamente attività sane, necessarie ed evolutive nell’accompagnare i propri clienti alla scoperta dei propri Valori; la questione purtroppo è come a volte vivono i propri Valori coloro che li dichiarano.
E qui la faccenda si complica parecchio.
Noto purtroppo frequentemente che all’attività entusiasmante e generativa della scoperta dei propri Valori non segue la fase di applicazione e rispetto dei Valori che si espongono, i quali sono una sorta di bandiera che si mostra al mondo.
Troppo spesso la fatica della coerenza divide le acque tra il dire ed il fare, troppo spesso ci si riferisce ai propri Valori nell’esigerli e ci si dimentica di praticarli, si pretende che gli altri portino rispetto ai nostri Valori e poi siamo proprio noi a non agire nella direzione dei nostri Valori.
Così si pretende rispetto e non si rispetta, non si vuole essere giudicati e si giudica, si vuole essere liberi di agire e si restringe il campo d’azione di altri, e così via.
Situazioni del genere segnano così il rallentare della crescita personale, cosa di per sé estremamente grave, ma nel caso di organizzazioni creano dinamiche distruttive ove le relazioni, in assenza del rispetto dei Valori che forse sono stati anche oggetto di negoziazione tra le parti, si arroccano solamente sui Principi, che essendo inviolabili come abbiamo detto, dettano spesso condizioni non negoziabili e di chiusura non recuperabile.
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