Oggi una cliente, durante una sessione di coaching nella quale manifestava sconforto e scoraggiamento, mi ha detto che per mantenere la direzione, che sa essere indispensabile per raggiungere i risultati che desidera, vorrebbe “fare tutte quelle cose che sa che servono, ma non riesce a farle”.
Le ho domandato: “Cosa sono tutte queste cose che sarebbe opportuno fare, che vorresti fare e non riesci a fare?”
L’elenco che ne è uscito è davvero interessante:
“Vorrei restare fedele ai miei propositi..”
“… e vorrei focalizzarmi su ciò che è importante…”
“… e vorrei pensare più a me che solo agli altri…”
“… e vorrei saper dire di no a qualcuno…”
“… e vorrei rimanere concentrata senza permettere a distrazioni di disturbarmi…”
“… e vorrei essere più rispettata…”
“… e vorrei che gli altri capissero che esisto anch’io…”
“… e vorrei che le mie esigenze non andassero sempre in fondo…”
“… e vorrei riuscire ad eseguire i miei piani…”
“… e vorrei…”
Allora le ho chiesto: “Cosa ti ostacola? Cosa ti impedisce di realizzare il tuo elenco?”
Risposta secca: “Non ci riesco!”
“Cosa non riesci?” Ho insistito.
“Non riesco a restare fedele ai miei propositi perché c’è sempre qualcuno che ha bisogno di me e mi costringe a cambiare i programmi”
“Non riesco a focalizzarmi perché c’è sempre qualcuno che mi chiede aiuto e non riesce ad andare avanti senza di me”
“Non riesco a pensare prima a me perché sono importanti i miei collaboratori, i miei figli, il mio compagno, insomma se non penso agli altri non ci pensa nessuno”
“Non riesco a dire no perché altrimenti sembra che non mi importi degli altri”
“Non riesco a restare concentrata perché c’è sempre qualcosa di più importante di ciò a cui mi sto dedicando”
“Non riesco a farmi rispettare perché dovrei impormi e non sono capace”
“Non riesco a mettermi al centro dell’attenzione perché mi sembra maleducato”
“Non riesco a mettere le mie esigenze prima di quelle degli altri”
“Non riesco a valorizzare i miei piani perché mi sembra che non siano così importanti”
Le ho chiesto di analizzare se le risposte che aveva indicato e scritto avessero un denominatore comune e da coach mi aspettavo più indicazioni in proposito, ma la sua lucidità mi ha illuminato: “..che non mando mai al diavolo nessuno! Che permetto a tutti di anteporsi a me, sempre!”
Sorpreso di una sintesi inattesa e marcatamente autorevole senza riflettere le ho domandato: “Cosa farai allora?”
“Beh, d’ora in avanti tirerò dritto!”
Ecco, questo è il motto che oggi ho fatto mio: quante volte pensiamo che “gli altri e i loro motivi” sono più importanti di noi stessi? Quante volte abbiamo paura a dire “no, non lo faccio” oppure a dire “va bene, aspetta che finisco”? Quante volte accettiamo di fare al posto di altri ciò che dovrebbero fare proprio loro? Quante volte pensiamo che le nostre esigenze siano spinte egoistiche? Quante volte ci teniamo relazioni che “pare brutto respingere”? Quante volte confondiamo il significato di “aiutare” con quello di “fare noi”?
Tirare dritto significa ricevere le richieste di altri, sorridere e…tirare dritti per la nostra strada…ripetendo interiormente “..e tiro dritto”: siamo importanti per noi stessi, sono importanti i nostri pensieri e nostri desideri, sono importanti le nostre azioni e i nostri obiettivi, sono importanti le relazioni equilibrate e lo scambio sano di esperienze in parità, sono importanti i nostri valori e siamo proprio noi che possiamo rispettarli e farli rispettare per il nostro benessere.
Sai tirare dritto quando ti serve?
#etirodritto