Organizzazione ed evoluzione

“Non siamo organizzati”

“Ho bisogno di un’organizzazione migliore”

“Se fossimo più organizzati avremmo risultati migliori”

“Non capisco quale modello organizzativo sia più adatto alla mia azienda”

…e via così.

L’approccio con il quale mi trovo ad interagire sin dall’inizio con un cliente è sempre questo o si richiama in qualche modo a questo schema.

C’è un’unica risposta: “Non esiste un modello ideale, migliore in senso assoluto, per organizzare l’azienda!”

La migliore organizzazione è la TUA organizzazione, ovvero il modo con il quale puoi ottenere i risultati migliori; ma non lo dico mai, perché risulta incomprensibile e la postura conseguente è tipica di chi pensa “Questo è matto” “Chi l’ha preso?” “Con questo qui mi sa che perderemo tempo”.

Nella mia attività di coach incontro molto frequentemente, direi quasi sempre, il desiderio del cliente, imprenditore o manager, di cercare e trovare un modello organizzativo che risolva l’inefficienza, le prestazioni “degli altri” troppo modeste, i risultati ottenuti troppo inferiori all’attesa: insomma c’è sempre la convinzione che “se ci organizziamo meglio tutto filerà liscio” e magicamente i problemi scompariranno, e una volta applicato il modello non si dovrà più faticare perché “il processo procede, il flusso è fluido, le persone lavorano e i risultati arrivano”: fine della fatica!

Purtroppo non è così.

La domanda corretta è “come evolvere l’organizzazione affinchè risponda efficacemente ai mercati e al talento del team?”

“Evoluzione” è la parola magica: osservare ed interpretare lo scenario, questa è l’azione che gli imprenditori, i manager, i professionisti, in realtà tutte le persone dovrebbero costantemente agire per poter indirizzare lo sguardo e scovare nuove prospettive per generare un futuro attraente verso il quale indirizzare energie e scelte.

Intendo dire che la prospettiva di “calare un’organizzazione diversa da quella attuale” è totalmente errata e va sostituita con “comprendere a quale evoluzione indirizzare l’impegno” per trovarsi migliorati; l’organizzazione non è qualcosa di estraneo che ci migliora, bensì proprio il contrario: migliorare e cambiare, evolvere, come individui porta con sé l’ottenere risultati migliori, ovvero quella percezione che si va cercando di un’organizzazione migliore.

Il tema è del tutto nuovo, infatti ribaltando il paradigma appare centrale l’attenzione all’individuo piuttosto che all’organizzazione: per secoli l’umanità è stata indirizzata ad adattarsi all’organizzazione di cui faceva parte, lavorativa militare sociale religiosa, ed ora sono qui a capovolgere proprio questo concetto, ebbene si!

Da che parte cominciare?
Mettendo al centro l’essere umano: sradicare il concetto di gerarchia e sostituirlo con la valorizzazione; ascoltare, suscitare ed accogliere nuovi punti di vista, spingere al dialogo ed al confronto porterà l’organizzazione a nuove iniezioni di creatività, ad un nuovo paradigma di “responsabilità”: sorgerà un nuovo ambiente ove le persone si sentiranno “ingaggiate” e “potenziate” con conseguente maggiore benessere e produttività.

di Luca Maria Gallotti
31 Luglio 2022