Imprenditori nella complessità

Oggi l’imprenditore sta conoscendo un nuovo confine, sta esplorando un nuova prateria: il territorio sconfinato della complessità. Un territorio ove si stanno mescolando contemporaneamente il conosciuto allo sconosciuto, e molto velocemente, che confonde e mescola, che porta all’azione e anche alla paralisi.

Fino a pochissimi anni fa bastava avere un buon prodotto che trainava e le aziende prosperavano nella tranquillità, in qualche modo le vendite andavano da sole; con il passare degli anni si è dovuto affrontare un cambiamento repentino: la nascita di nuovi canali che hanno rappresentato una rivoluzione nel fare la pubblicità e promuovere il proprio business: il marketing ha sopravanzato la tradizionale comunicazione e vendita, una nuova scienza si è impadronita di interi settori aziendali, automazioni e social hanno sostituito venditori (ora si sta tornando indietro), linguaggi nuovi e intraducibili hanno pervaso il fraseggio del management, improbabili web agency garantiscono successo e denaro.

Progressivamente, per chi se sta accorgendo (pochi ancora), si è aggiunta una nuova indispensabile modalità per interagire e collaborare con i dipendenti: via via che si svecchia il personale ci si rende conto che i parametri “stipendio” e “carriera” non sono più il riferimento per un’ottimale collaborazione, ma si deve cominciare a considerare il benessere quale paradigma vincente; nasce la necessità di nuove forme di leadership, ove il “comando” sia sostituito dalla “guida”, ove “ascolto” abbia la precedenza su gerarchie e procedure: il tutto al fine di generare consapevolezza e responsabilità per ricevere una collaborazione piena e creativa (oltre che una fedeltà proficua alla cultura aziendale, contro un arido elevato turnover).

A questo si aggiunge la difficoltà dovuta alla rapida evoluzione della tecnologia: nuovi macchinari sempre più performanti, strumentazioni che si susseguono in sempre più veloci versioni, una comunicazione istantanea che costringe ad una persistente connessione e che influisce sulle interazioni, a volte vissute come interferenze.

La tecnologia e la velocità stanno richiedendo verticalità anche in ambiti tradizionalmente presidiati dai i consulenti: comprendere e padroneggiare i numeri è diventato prioritario per decidere, e non si può pensare di rinviare a scadenze mensili l’acquisizione di tali informazioni: l’imprenditore deve poter avere riscontri quotidiani sull’andamento del business, ed anche qui è indispensabile che acquisisca le competenze necessarie.

Come se non bastasse i mercati stanno presentando problematiche inaspettate e non previste: pandemie, reperimento di materia prima, guerre stanno mettendo a dura prova gli imprenditori.

Allora che fare? Come gestire una tale complessità?

Partendo dalla radice, dal motivo del business, dall’allineamento tra questo e l’imprenditore: per comprendere  e ritarare la direzione, per innovare i “motivi” dell’azione.

Poi mettendo ordine: regole per gestire funzionalmente il proprio tempo, definire le priorità, delegare, far crescere leader nella propria organizzazione: il tutto secondo uno schema che sia vincente e che sia agito con disciplina; richiedere e pretendere che lo stesso sia a fatto da tutti, ad ogni livello.

Ed infine pensare e provvedere a se stessi: crescere e studiare, nutrire e sostenere con la presenza le relazioni personali e famigliari, stare in allenamento e ricercare il benessere fisico e mentale.

Impegnativo? Certo, lo sarebbe.

E quanto è impegnativo, adesso, non farlo?

di Luca Maria Gallotti
27 Settembre 2022