Nell’evoluzione umana la comparsa del così detto “pollice opponibile” ha significato l’inizio delle abilità: il fatto che il pollice potesse toccare le altre quattro dita della mano ha consentito di poter impugnare oggetti e dunque di poter cacciare, cucire, provvedere al proprio mantenimento.
Cos’ha a che vedere questo con l’imprenditore?
La buona gestione dell’azienda necessita delle abilità che derivano dal contatto dell’imprenditore-pollice con le quattro aree nevralgiche per la sostenibilità ed il successo del business: marketing, vendite, team performance, controllo dei numeri.
Il pollice da solo contrasta tutte quattro le dita, nel nostro caso si collega, collabora, stringe, afferra, lascia.
Oggi l’imprenditore deve sviluppare competenze e conoscenze lontano dalla produzione, dai prodotti e servizi che l’azienda offre: è del tutto indifferente cosa si produce, con quale servizio o prodotto si sta nel mercato, il focus per ottenere alto rendimento e alta redditività è altrove.
L’imprenditore deve svolgere la parte del pollice ed entrare in contatto efficace con le altre quattro dita basilari per il business: entrare in contatto significa studiare, ricercare, imparare, occuparsi direttamente e concretamente; solo quando “si conosce” si può delegare, altrimenti la delega diventa un “affidarsi” senza poter ricevere feedback di valore, e si finisce dentro il buio gestionale.
Allora, praticamente, l’imprenditore “deve” sapere, partecipare e programmare il marketing aziendale: individuare e strutturare cosa raccontare per essere attraente ed interessare, comprendere il pubblico al quale rivolgersi, partecipare attivamente alla comunicazione, capire dettagliatamente gli automatismi digitali ed i messaggi che portano nel flow aziendale i contatti, decidere chi nel team deve stare sul tema portando report puntuali. Delegare, prima di conoscere, questa attività significa mettere capitali e successo del business in altre mani e rinunciare a governare e guidare l’azienda: troppi sono gli imprenditori delusi da web Agency che sviluppano collaborazioni spersonificate, standardizzate e lontane dalle identità e mission dei propri clienti.
Conseguentemente anche le vendite devono essere strettamente coordinate e guidate: quale comunicazione utilizzano i commerciali, quanta è la soddisfazione dei cliente, come viene svolto il post vendita, la scalabilità dei prodotti, i fattori critici di successo, le offerte; il tutto con report veloci ed attuali.
Altra “fatica” a cui spesso vedo sottrarsi i miei clienti è quello che antipaticamente spesso è definita come “gestione delle risorse umane”: già la linguistica evidenzia quanto male il sistema interpreta e traduce ciò che preferisco denominare con leadership, motivazione del team, empowerment, valorizzazione e responsabilità. Vivere ed interpretare tutto ciò come “fatica” è appunto la modalità più appropriata per andare dritti verso l’insuccesso. Avere invece collaboratori allineati e motivati, che responsabilmente gestiscono in autonomia le strategie per i risultati attesi è il segreto.
Infine, ma forse con l’importanza più pesante, è indispensabile e vitale avere il controllo dei numeri: non sto parlando di bilanci e bilancini fatti e montati da commercialisti ordinari per le banche o il fisco. Sto parlando di cash flow e indici di produzione, vendita e redditività: troppo spesso si delega a consulenti esterni il confezionamento di numeri che non possono essere essi stessi quelli su cui prendere decisioni, e magari trimestralmente; ogni giorno, dico ogni giorno, l’imprenditore deve poter essere nelle condizioni di decidere per mantenere o modificare la direzione, e per farlo ha bisogno di dati attendibili e freschi, altrimenti il crash è dietro l’angolo!
E il pollice?
Per l’imprenditore-pollice della sua azienda solo aggettivi e definizioni: centrato, consapevole della direzione, buon ascoltatore e motivatore, pienamente allineato ai propri valori, con uno scopo chiaro e condizioni potenzianti, determinato verso gli ostacoli, generatore di innovazione e creativo, leader che ispira e valorizza, portatore di leadership dal basso, curioso e ricercatore, orientato al cliente, selezionatore di consulenti credibili ed efficaci, distruttore di gerarchie e modellatore di flussi agili. E molto altro ancora.
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