Spesso dire la verità è difficile, a volte doloroso: ne siamo tutti condizionati e nemmeno lo ammettiamo; per “dire la verità” intendo dirla sempre, che si tratti di qualcosa di importante oppure che riteniamo marginale, le cosiddette “piccole bugie” che “non fanno male a nessuno”.
Gli evoluzionisti sostengono che mentire si è sviluppato insieme alla comunicazione, al linguaggio: via via che si formavano le comunità così le interazioni sono state sviluppate per essere accettati, per convivere si è cominciato a mediare, a mentire, insomma più è sofisticato il linguaggio e maggiori sono le forme di menzogna.
Superare questa che è diventata un’abitudine, soprattutto riferita alle “piccolezze” e andare verso un’onestà radicale sarebbe essenziale per vivere in modo più equilibrato: soprattutto raccontando e rendendo visibili al mondo le nostre debolezze e fragilità.
Consideriamo allora quali possono essere i vantaggi: consapevolezza, migliori relazioni e una storia personale più veritiera che ci proietta nel futuro in modo più responsabile.
Condividere e raccontare le nostre esperienze, le nostre debolezze ci permette di verificarle e di sentirsi sollevati in relazione ai nostri comportamenti: in sostanza raccontare cambia la prospettiva da cui si sono vissute o si vivono e queste ci rende maggiormente responsabili e consapevoli. Mentre “ci comportiamo” siamo consapevoli e in qualche modo inconsapevoli di ciò che stiamo facendo, lo facciamo e basta e restiamo in qualche modo “imprigionati” nelle modalità consuete: raccontare tutto questo ci “libera” e dona la consapevolezza, aspetto non secondario per pensare il futuro.
Spesso si pensa che dire la verità allontana le persone, perché riteniamo che manifestare gli aspetti meno attraenti di noi sia in qualche modo disdicevole: in effetti è normale pensare che i nostri difetti siano fastidiosi e la nostra personalità divenga poco desiderabile; è vero proprio il contrario: le persone sentono così la nostra umanità, accolgono il fatto di non essere soli, tutti abbiamo fragilità e dubbi e così siamo attratti da chi le manifesta sinceramente. E’ un’apertura verso l’intimità, che è una componente dei legami affettivi che porta con sé una chimica importante, è umanità condivisa.
Infine le verità che ci riguardano vanno a comporre la nostra storia, una storia sincera che traccia anche il nostro comportamento futuro, oltre che permetterci valutazioni sul passato. Questo ci rende responsabili, ci permette di modellare i nostri comportamenti futuri e ci rende più autentici e liberi. Ci allontana dalla tentazione della creazione di false identità, aspetto oggi spinto dai social che ci portano a costruire profili e situazioni creati ad hoc e lontane dalla realtà: lasciamo la nostra personalità lontano dalla nostra vita e questo alla lunga non è sano.
Dire la verità, ed influenzare a dire la verità, crea inoltre uno schema di sicurezza intorno a noi: pensa di essere circondato da persone che mentono, ebbene tutto questo influenza il tuo atteggiamento verso il futuro, ovvero ti sentirai meno sicuro e protetto perché sei circondato da persone che non sono credibili ed affidabili, e rendono tale anche il tuo futuro; altra cosa invece è dire la verità e percepire che le persone che frequenti fanno lo stesso: ti appariranno più affidabili e credibili e va da sé che avrai la percezione di un ambiente e di un futuro più roseo.
Tanti buoni motivi per dire la verità, in modo radicale, sempre e comunque, su ciò che è importante e su ciò che invece ci sembra leggero: è una battaglia che ci impegna tutti i giorni, e ne vale certo la pena.
Come fare? Da che parte cominciare? Semplice, comincia a scrivere un diario: parti dalla condivisione con te stesso, riporta tutte le piccole e grandi bugie che dici, i momenti nei quali il timore di non essere accettato ti impedisce di essere trasparente con gli altri e vedrai che la tua crescita personale prenderà il volo!